DI NOTEVOLE SPESSORE LA SCELTA DI FABIO PAPPAGALLO NEL PERIODO DI EMERGENZA COVID

Solidarietà umana e radicamento dei valori della propria professione: sono le qualità che identificano la scelta lavorativa dell’assistente arbitrale della sezione di Molfetta Fabio Pappagallo nel periodo di emergenza COVID.

Fabio, inserito nell’organico della Commissione Arbitri Nazionale di Serie C, è medico dal 2013 e specialista in medicina generale e medicina estetica. Egli opera nell’ambito della continuità assistenziale (guardia medica)  con sede di lavoro a Latiano. Svolge inoltre la libera professione nel settore della medicina estetica.

Alla richiesta di disponibilità, effettuata dalla ASL Brindisi, a prestare servizio presso le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, Fabio ha risposto con immenso piacere, affermativamente. Tali Unità sono state deliberate per legge per l’assistenza a domicilio dei pazienti Covid che non abbiano situazione clinica tale da richiedere il ricovero o che abbiano superato la fase critica e tornano a casa dimessi dall’ospedale. In Puglia l’ASL BR è stata la prima ad attuare le U.S.C.A e le ha avviate a partire dal mese di maggio.

Fabio spiega così la decisione di intraprendere l’esperienza nel servizio descritto: “Ritengo che ognuno di noi debba dare il proprio contributo  ad affrontare l’emergenza che  il nostro paese sta affrontando. Nel mio caso, operare nelle U.S.C.A., mi consente di poter aiutare ed assistere sia a livello medico che a livello umano quelli che hanno contratto il virus. Questo mi gratifica molto perché mi rende utile a chi ha bisogno”.

A dimostrazione di quanto sia stata consapevole e umana la sua scelta ci sono queste sue parole: “Negli ultimi 2 mesi, a causa della carenza di DPI, ero costretto più che altro a “visitare” telefonicamente i pazienti e questo non mi gratificava affatto, in quanto non svolgevo la professione di medico in maniera attiva e nella modalità in cui la intendo io. Perciò, appena ne ho avuto la possibilità, sono tornato sul campo a tutti gli effetti e sono felicissimo di averlo fatto”.

Interessante e di spessore il parallelismo fatto da Fabio, tra la decisione da lui presa di operare nelle U.S.C.A. e la sua passione per l’arbitraggio: “Considerati il decisionismo e l’intraprendenza che caratterizzano le mie domeniche sui campi di gioco e fondamentali per poter prendere in pochissimi secondi la giusta decisione,  svolgere la mia professione di medico al telefono nei mesi del COVID, era in analogia al ruolo di arbitro, come stare seduto passivamente in tribuna la domenica e non essere così parte attiva del gioco. Una cosa alla quale non sono per niente abituato e che non mi gratificava per niente”. Davvero apprezzabile e da esempio la scelta di Pappagallo di mettere al primo posto nella sua professione i valori umani.